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Forti nella tribolazione: un libro con preghiere e parole di Papa Francesco

Un piccolo aiuto per saper scorgere la vicinanza e la tenerezza di Dio in questo periodo fatto di dolore, sofferenza, solitudine e paura. Si presenta così ‘Forti nella tribolazione’(scaricalo qui dal sito della LEV), il libro pensato dal Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede che a partire da oggi è disponibile gratuitamente sul sito internet della Libreria Editrice Vaticana

Scarica gratuitamente qui la tua copia di “Forti nella tribolazione” dal sito della LEV

***fonte della notizia: https://www.vaticannews.va/it/vaticano/news/2020-03/libreria-editrice-vaticana-forti-tribolazione-volume-digitale.html

Antica Festa dell’Addolorata

Antica festa dell'Addolorata

Maria presso la croce del Figlio

Santa Maria, 
donna che ben conosci il patire, 
che conosci il corpo e il cuore dell’uomo, 
aiutaci a comprendere che il dolore 
non è l’ultima parola: 
è invece la porta stretta 
dove si misura l’amore, 
dove si apprende il valore delle cose.

Santa Maria, noi non osiamo chiederti
di essere esentati dall’amarezza;
ti preghiamo solo che,
in questo momento della prova,
tu ci preservi dal pianto dei disperati.
Rinnova per noi, Vergine del dolore,
la tenerezza che usasti per Gesù,
quando da mezzogiorno alle tre
si fece buio su tutta la terra
e tu gli rimanesti accanto sotto la sua Croce.

Ripeti ora la tua presenza accanto alle croci dei tuoi figli:
se ci sei tu, la luce non tarderà a spuntare.
Accresci le nostre riserve di coraggio,
alimenta la lampada della speranza
e fa che in questa nostra eclissi di vita
non smettiamo di attendere
Colui che verrà finalmente
a mutare il lamento in danza
e la veste di sacco in abito di gioia.

 

Maria nell’ora del Calvario

Santa Maria, vergine della notte,
noi t’imploriamo di starci vicino ora,
mentre  incombe il dolore e irrompe la prova
e sovrasta la nostra esistenza
il freddo delle delusioni
o l’ala severa della morte.

Santa Maria liberaci dai brividi delle tenebre.
Nell’ora del Calvario,
tu che hai sperimentato l’eclissi del sole,
stendi il tuo manto su di noi,
perché ci sia più sopportabile
la lunga  attesa della libertà.

Alleggerisci con carezze di Madre
la sofferenza dei malati.
Riempi di presenze amiche e discrete
il tempo amaro di chi è solo,
conforta con gli occhi tuoi misericordiosi
chi ha perso la fiducia nella vita.

Santa Maria, donna del dolore,
non ci lasciare soli in questa notte
a salmodiare le nostre paure.
Se, nei momenti dell’oscurità,
sarai vicina a noi,
e ci sussurrerai che anche tu,
Vergine della speranza, stai aspettando la luce,
le sorgenti del pianto
si disseccheranno sul nostro volto,
e sveglieremo insieme l’aurora.

Giotto, Compianto sul Cristo morto, particolare

Per i Servi di Maria il venerdì della 5^ settimana di Quaresima è giorno in cui ricordiamo la presenza di Maria ai piedi della Croce e la sua partecipazione al dolore del Figlio. È l’antica festa dell’Addolorata, inserita nella Passione di Gesù Cristo. Solo dopo verrà istituita la festa dell’Addolorata del 15 settembre, subito a ridosso della Esaltazione della Croce.

Mariangela Gualtieri – 9 marzo 2020

9 marzo 2020

Questo ti voglio dire

ci dovevamo fermare.

Lo sapevamo. Lo sentivamo tutti

ch’era troppo furioso

il nostro fare. Stare dentro le cose.

Tutti fuori di noi.

Agitare ogni ora – farla fruttare.

 

Ci dovevamo fermare

e non ci riuscivamo.

Andava fatto insieme.

Rallentare la corsa.

Ma non ci riuscivamo.

Non c’era sforzo umano

che ci potesse bloccare.

 

E poiché questo

era desiderio tacito comune

come un inconscio volere –

forse la specie nostra ha ubbidito

slacciato le catene che tengono blindato

il nostro seme. Aperto

le fessure più segrete

e fatto entrare.

Forse per questo dopo c’è stato un salto

di specie – dal pipistrello a noi.

Qualcosa in noi ha voluto spalancare.

Forse, non so.

 

Adesso siamo a casa.

 

È portentoso quello che succede.

E c’è dell’oro, credo, in questo tempo strano.

Forse ci sono doni.

Pepite d’oro per noi. Se ci aiutiamo.

C’è un molto forte richiamo

della specie ora e come specie adesso

deve pensarsi ognuno. Un comune destino

ci tiene qui. Lo sapevamo. Ma non troppo bene.

O tutti quanti o nessuno.

 

È potente la terra. Viva per davvero.

Io la sento pensante d’un pensiero

che noi non conosciamo.

E quello che succede? Consideriamo

se non sia lei che muove.

Se la legge che tiene ben guidato

l’universo intero, se quanto accade mi chiedo

non sia piena espressione di quella legge

che governa anche noi – proprio come

ogni stella – ogni particella di cosmo.

 

Se la materia oscura fosse questo

tenersi insieme di tutto in un ardore

di vita, con la spazzina morte che viene

a equilibrare ogni specie.

Tenerla dentro la misura sua, al posto suo,

guidata. Non siamo noi

che abbiamo fatto il cielo.

 

Una voce imponente, senza parola

ci dice ora di stare a casa, come bambini

che l’hanno fatta grossa, senza sapere cosa,

e non avranno baci, non saranno abbracciati.

Ognuno dentro una frenata

che ci riporta indietro, forse nelle lentezze

delle antiche antenate, delle madri.

 

Guardare di più il cielo,

tingere d’ocra un morto. Fare per la prima volta

il pane. Guardare bene una faccia. Cantare

piano piano perché un bambino dorma. Per la prima volta

stringere con la mano un’altra mano

sentire forte l’intesa. Che siamo insieme.

Un organismo solo. Tutta la specie

la portiamo in noi. Dentro noi la salviamo.

 

A quella stretta

di un palmo col palmo di qualcuno

a quel semplice atto che ci è interdetto ora –

noi torneremo con una comprensione dilatata.

Saremo qui, più attenti credo. Più delicata

la nostra mano starà dentro il fare della vita.

Adesso lo sappiamo quanto è triste

stare lontani un metro.

Biografia

Laureata in architettura allo IUAVdi Venezia, ha fondato, insieme a Cesare Ronconi, il Teatro Valdoca nel 1983.

Nelle sue opere, sia poetiche che teatrali, ha spesso accentuato l’aspetto della “inadeguatezza della parola”.

Nelle interviste rilasciate dalla poetessa sono citati spesso i poeti da lei amati: Dante, Rebora, Amelia Rosselli, Dylan Thomas. Il teatro della Valdoca ha rappresentato poesie di Mario Luzi, Franco Loi, Franco Fortini, Maurizio Cucchi, Piero Bigongiari.

Fonte https://it.wikipedia.org/wiki/Mariangela_Gualtieri

Intervista a Mariangela Gualtieri 

Mariangela Gualtieri

Mariangela Gualtieri

(Cesena1951) è una poetessa e scrittrice italiana

 

Chiusura Biblioteca Berica

Chiusura Biblioteca Berica

A seguito del decreto governativo DPCM del 22 marzo 2020, la Biblioteca Berica da oggi e fino al 3 aprile sospende qualsiasi tipo di servizio.

Il direttore

p. Attilio Carrella

Preghiera a San Giuseppe

Preghiera a San Giuseppe

La Conferenza episcopale italiana comunica che “in questo momento di emergenza sanitaria, la Chiesa italiana promuove un momento di preghiera per tutto il Paese, invitando ogni famiglia, ogni fedele, ogni comunità religiosa a recitare in casa il Rosario (Misteri della luce), simbolicamente uniti alla stessa ora: alle 21 di giovedì 19 marzo, festa di San Giuseppe, custode della Santa Famiglia. Alle finestre delle case si propone di esporre un piccolo drappo bianco o una candela accesa”.

Al termine del Santo Rosario è bene recitare la seguente preghiera a San Giuseppe.

 Preghiera di intercessione a San Giuseppe 

A te, o beato Giuseppe, stretti dalla tribolazione, ricorriamo, e fiduciosi invochiamo il tuo patrocinio, dopo quello della tua santissima sposa. Deh! Per, quel sacro vincolo di carità, che ti strinse all’Immacolata Vergine Maria, Madre di Dio, e per l’amore paterno che portasti al fanciullo Gesù, riguarda, te ne preghiamo, con occhio benigno la cara eredità che Gesù Cristo acquistò col suo Sangue, e col tuo potere ed aiuto sovvieni ai nostri bisogni. Proteggi, o provvido custode della divina Famiglia, l’eletta prole di Gesù Cristo: allontana da noi, o Padre amatissimo, la peste di errori e di vizi, che ammorba il mondo; assistici propizio dal cielo in questa lotta contro il potere delle tenebre, o nostro fortissimo protettore; e come un tempo salvasti dalla morte la minacciata vita del bambino Gesù, così ora difendi la santa Chiesa di Dio dalle ostili insidie e da ogni avversità; e stendi ognora sopra ciascuno di noi il tuo patrocinio, affinché a tuo esempio e mediante il tuo soccorso, possiamo virtuosamente vivere, piamente morire e conseguire l’eterna beatitudine in cielo. Amen.