+ 39 0444 559445 bibliotecamberico@gmail.com

Riapertura Biblioteca Berica

“La Biblioteca Berica dei Frati Servi di Maria comunica ai propri utenti che riaprirà al pubblico per qualsiasi tipo di servizio (prestito e restituzione, consultazione libri, ecc) il giorno martedì 26 maggio 2020.

Le modalità ed i tempi per poter accedere alla Biblioteca, nel rispetto delle norme per la sicurezza sanitaria,  verranno comunicati entro mercoledì 20 maggio 2020 tramite il sito e la newsletter.

p. Attilio M. Carrella osm”

Rinascere – padre Albino M. Candido

 

Brani di vita finita

tronchi di esistenza abbandonati …

Che cosa mi rimane se non credo?

Le tue parole

sono annunzi di liberazione

sono punte di fuoco che bruciano

ogni segno di decomposizione.

La vita si riaccende di vita

se credo.

Ti disseti anche solo

di questa mia goccia di fede?

Di questo volere

di foglia che spunta dal ramo

oppure di foglia che resiste sul ramo?

Se credo tutto verrà da sé,

come la creazione,

gratuitamente,

perché tu operi in vista di Te,

in vista dell’amore che

non ha legge,

non ha misura,

non ha calcolo.

E’ un mare per tutti e per ognuno.

La tua resurrezione

mi ha seminato nel cuore

la Speranza,

speranza che mette verde

e colori forti

in ogni momento del vivere,

rimanendo viva

nell’intimità di tutte le cose.

Vivo ti ho riconosciuto

negli alberi che gettano gemme,

nei prati che stendono verde,

nell’inquieto desiderio di Te.

Biografia

Padre Albino Candido nasce nel 1916 a Ludaria di Rigolato, nel cuore dei monti della Carnia friulana.

Da giovane entra nell’Ordine dei Frati Servi di Maria. Viene ordinato sacerdote a Monte Berico il 18 agosto del 1948.

Colto e dotato, amante dello studio e delle materie classiche e umanistiche, traduce questa sua sensibilità in trentacinque anni di prezioso insegnamento presso i seminari minori OSM.

Caratterizzato da una ricerca della fede continua e spesso inquieta, si è rivelato come un esempio e un maestro di vita.

Fu amico di p. Camillo De Piaz e di p. David Turoldo.

Scompare il 16 agosto 1992 all’età di 76 anni.

La poesia proposta è tratta dal libro “Un’ultima foglia sulla punta del ramo” che raccoglie tutte le sue poesie dal 1953 al 1989.

Padre Albino M. Candido

 

Il Poema della Croce

 

La Madre,

quella che come me

mangiò la terra del manicomio credendola pastura divina,

quella che si legò ai piedi del figlio

per essere trascinata con lui sulla croce e ne venne sciolta

perché continuasse a vivere nel suo dolore.

Potevano uccidere anche Maria,

ma Maria venne lasciata libera di vedere

la disfatta di tutto il suo grande pensiero.

Ed ecco che Dio dalla croce guarda la madre,

ed è la prima volta che così crocifisso

non la può stringere al cuore,

perché Maria spesso si rifugiava in quelle braccia possenti,

e lui la baciava sui capelli e la chiamava «giovane»

e la considerava ragazza.

Maria, figlia di Gesù

Biografia

Alda Giuseppina Angela Merini, nota semplicemente come Alda Merini (Milano, 21 marzo 1931Milano, 1º novembre 2009) è stata una poetessa, aforista e scrittrice italiana. Una vastissima produzione artistica. 

In più occasioni è stata avanzata la sua candidatura al premio Nobel per la letteratura.

Fonte https://it.wikipedia.org/wiki/Alda_Merini

Giovanni Nuti (Viareggio, 21 agosto 1964) è un musicista e cantautore italiano.

Alda Giuseppina Angela Merini

 

Forti nella tribolazione: un libro con preghiere e parole di Papa Francesco

Un piccolo aiuto per saper scorgere la vicinanza e la tenerezza di Dio in questo periodo fatto di dolore, sofferenza, solitudine e paura. Si presenta così ‘Forti nella tribolazione’(scaricalo qui dal sito della LEV), il libro pensato dal Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede che a partire da oggi è disponibile gratuitamente sul sito internet della Libreria Editrice Vaticana

Scarica gratuitamente qui la tua copia di “Forti nella tribolazione” dal sito della LEV

***fonte della notizia: https://www.vaticannews.va/it/vaticano/news/2020-03/libreria-editrice-vaticana-forti-tribolazione-volume-digitale.html

Antica Festa dell’Addolorata

Antica festa dell'Addolorata

Maria presso la croce del Figlio

Santa Maria, 
donna che ben conosci il patire, 
che conosci il corpo e il cuore dell’uomo, 
aiutaci a comprendere che il dolore 
non è l’ultima parola: 
è invece la porta stretta 
dove si misura l’amore, 
dove si apprende il valore delle cose.

Santa Maria, noi non osiamo chiederti
di essere esentati dall’amarezza;
ti preghiamo solo che,
in questo momento della prova,
tu ci preservi dal pianto dei disperati.
Rinnova per noi, Vergine del dolore,
la tenerezza che usasti per Gesù,
quando da mezzogiorno alle tre
si fece buio su tutta la terra
e tu gli rimanesti accanto sotto la sua Croce.

Ripeti ora la tua presenza accanto alle croci dei tuoi figli:
se ci sei tu, la luce non tarderà a spuntare.
Accresci le nostre riserve di coraggio,
alimenta la lampada della speranza
e fa che in questa nostra eclissi di vita
non smettiamo di attendere
Colui che verrà finalmente
a mutare il lamento in danza
e la veste di sacco in abito di gioia.

 

Maria nell’ora del Calvario

Santa Maria, vergine della notte,
noi t’imploriamo di starci vicino ora,
mentre  incombe il dolore e irrompe la prova
e sovrasta la nostra esistenza
il freddo delle delusioni
o l’ala severa della morte.

Santa Maria liberaci dai brividi delle tenebre.
Nell’ora del Calvario,
tu che hai sperimentato l’eclissi del sole,
stendi il tuo manto su di noi,
perché ci sia più sopportabile
la lunga  attesa della libertà.

Alleggerisci con carezze di Madre
la sofferenza dei malati.
Riempi di presenze amiche e discrete
il tempo amaro di chi è solo,
conforta con gli occhi tuoi misericordiosi
chi ha perso la fiducia nella vita.

Santa Maria, donna del dolore,
non ci lasciare soli in questa notte
a salmodiare le nostre paure.
Se, nei momenti dell’oscurità,
sarai vicina a noi,
e ci sussurrerai che anche tu,
Vergine della speranza, stai aspettando la luce,
le sorgenti del pianto
si disseccheranno sul nostro volto,
e sveglieremo insieme l’aurora.

Giotto, Compianto sul Cristo morto, particolare

Per i Servi di Maria il venerdì della 5^ settimana di Quaresima è giorno in cui ricordiamo la presenza di Maria ai piedi della Croce e la sua partecipazione al dolore del Figlio. È l’antica festa dell’Addolorata, inserita nella Passione di Gesù Cristo. Solo dopo verrà istituita la festa dell’Addolorata del 15 settembre, subito a ridosso della Esaltazione della Croce.

Mariangela Gualtieri – 9 marzo 2020

9 marzo 2020

Questo ti voglio dire

ci dovevamo fermare.

Lo sapevamo. Lo sentivamo tutti

ch’era troppo furioso

il nostro fare. Stare dentro le cose.

Tutti fuori di noi.

Agitare ogni ora – farla fruttare.

 

Ci dovevamo fermare

e non ci riuscivamo.

Andava fatto insieme.

Rallentare la corsa.

Ma non ci riuscivamo.

Non c’era sforzo umano

che ci potesse bloccare.

 

E poiché questo

era desiderio tacito comune

come un inconscio volere –

forse la specie nostra ha ubbidito

slacciato le catene che tengono blindato

il nostro seme. Aperto

le fessure più segrete

e fatto entrare.

Forse per questo dopo c’è stato un salto

di specie – dal pipistrello a noi.

Qualcosa in noi ha voluto spalancare.

Forse, non so.

 

Adesso siamo a casa.

 

È portentoso quello che succede.

E c’è dell’oro, credo, in questo tempo strano.

Forse ci sono doni.

Pepite d’oro per noi. Se ci aiutiamo.

C’è un molto forte richiamo

della specie ora e come specie adesso

deve pensarsi ognuno. Un comune destino

ci tiene qui. Lo sapevamo. Ma non troppo bene.

O tutti quanti o nessuno.

 

È potente la terra. Viva per davvero.

Io la sento pensante d’un pensiero

che noi non conosciamo.

E quello che succede? Consideriamo

se non sia lei che muove.

Se la legge che tiene ben guidato

l’universo intero, se quanto accade mi chiedo

non sia piena espressione di quella legge

che governa anche noi – proprio come

ogni stella – ogni particella di cosmo.

 

Se la materia oscura fosse questo

tenersi insieme di tutto in un ardore

di vita, con la spazzina morte che viene

a equilibrare ogni specie.

Tenerla dentro la misura sua, al posto suo,

guidata. Non siamo noi

che abbiamo fatto il cielo.

 

Una voce imponente, senza parola

ci dice ora di stare a casa, come bambini

che l’hanno fatta grossa, senza sapere cosa,

e non avranno baci, non saranno abbracciati.

Ognuno dentro una frenata

che ci riporta indietro, forse nelle lentezze

delle antiche antenate, delle madri.

 

Guardare di più il cielo,

tingere d’ocra un morto. Fare per la prima volta

il pane. Guardare bene una faccia. Cantare

piano piano perché un bambino dorma. Per la prima volta

stringere con la mano un’altra mano

sentire forte l’intesa. Che siamo insieme.

Un organismo solo. Tutta la specie

la portiamo in noi. Dentro noi la salviamo.

 

A quella stretta

di un palmo col palmo di qualcuno

a quel semplice atto che ci è interdetto ora –

noi torneremo con una comprensione dilatata.

Saremo qui, più attenti credo. Più delicata

la nostra mano starà dentro il fare della vita.

Adesso lo sappiamo quanto è triste

stare lontani un metro.

Biografia

Laureata in architettura allo IUAVdi Venezia, ha fondato, insieme a Cesare Ronconi, il Teatro Valdoca nel 1983.

Nelle sue opere, sia poetiche che teatrali, ha spesso accentuato l’aspetto della “inadeguatezza della parola”.

Nelle interviste rilasciate dalla poetessa sono citati spesso i poeti da lei amati: Dante, Rebora, Amelia Rosselli, Dylan Thomas. Il teatro della Valdoca ha rappresentato poesie di Mario Luzi, Franco Loi, Franco Fortini, Maurizio Cucchi, Piero Bigongiari.

Fonte https://it.wikipedia.org/wiki/Mariangela_Gualtieri

Intervista a Mariangela Gualtieri 

Mariangela Gualtieri

Mariangela Gualtieri

(Cesena1951) è una poetessa e scrittrice italiana