Si ha notizia di una libraria, annessa al Santuario di Monte Berico fin dal 1600 e continua ad essere incrementata fino al 1867, anno in cui viene smembrata, a seguito dell’entrata in vigore delle leggi contro gli enti ecclesiastici.

I frati, una volta rientrati nel convento, coraggiosamente riprendono la vita regolare, con particolare cura all’aspetto culturale e di formazione teologica, dando nuova vita a ciò che rimaneva dell’antica libraria. Tra la fine dell’800 e l’inizio del ‘900 la biblioteca si arricchisce anche di fondi di frati studiosi provenienti da altre comunità; tra questi importanti ad esempio quelli di padre Agostino Barberini, astronomo e matematico, proveniente dall’antico convento di San Giovanni Battista in Mendrisio (Svizzera) e di padre Ferdinando Mantovani, fondatore del primo circolo di Azione Cattolica a Vicenza.

La consistenza della biblioteca accresce nel tempo, con un notevole impulso dopo il 1958, quando viene istituito lo Studio Teologico (oggi Istituto Superiore di Scienze Religiose “Santa Maria di Monte Berico”), di cui la biblioteca ha costituito fin da quella data un valido supporto alla ricerca e allo studio. A partire dal 2000, grazie a p. Giorgio M. Vasina, la biblioteca vive una nuova rinascita perché viene organizzata secondo gli standard moderni, come ad esempio la catalogazione informatizzata del patrimonio, che la portano ad essere ufficialmente inaugurata e aperta al pubblico nel settembre 2006.

Il patrimonio documentario è di circa 60.000 volumi moderni, in gran parte già catalogati,  e comprende le sezioni di Teologia, Sacra Scrittura, Patrologia, Filosofia, Storia del Cristianesimo, Storia, Arte, Letteratura e Scienze umane; un fondo più cospicuo riguarda la Mariologia e la Storia dell’Ordine dei Servi di Maria. A questi si aggiungono 10.000 volumi antichi, antecedenti al 1900, (di cui circa 250 cinquecentine) e di circa un centinaio di testate di periodici (vedi in allegato la lista a cui siamo abbonati).

Da ottobre 2018 a p. Vasina succede nel ruolo di direttore p. Attilio M. Carrella.